“Acqua sporca” (Editori Riuniti): il libro inchiesta di Fulvio Di Dio sul “gorgo nero delle privatizzazioni”
Si legge tutto d’un fiato e ad ogni pagina è un sussulto. Nel libro inchiesta di Fulvio Di Dio “Acqua Sporca” in libreria per i tipi di Editori Riuniti vengono svelati con chiarezza e semplicità tutti i retroscena della manovra in atto per rendere l’acqua una merce e specularci sopra.
Un tentativo deliberato di gestire il potere attraverso la gestione dei sistemi idrici che i referendum del 12 e 13 giugno prossimo vogliono contrastare con l’abrogazione delle norme che di fatto mercificano un bene essenziale dell’umanità. Fulvio Di Dio in questo lavoro non fa sconti a nessuno e mette nome e cognome di quanti, dalle più alte sfere internazionali, agli assessori comunali, si rendono complici di questo processo di sottrazione dell’acqua all’uomo. Un libro verità che tutti dovrebbero leggere per poter, in piena autonoma, comprendere quali e quanti sono gli appetiti in gioco e quanto disastroso possa essere lo scenario che si potrebbe delineare se i referendum non dovessero raggiungere il tanto agognato quorum o se dovessero vincere i no. Degni di citazione sono i casi di Acqualatina, ma anche di Cochabamba in Bolivia, dell’Acea, grande multinazionale dell’acqua. Messo alla berlina il governo internazionale, più o meno occulto dell’acqua, che muove i fili di una speculazione che genera povertà e controllo geopolitico. Un tuffo al cuore arriva anche dalle citazioni all’inizi di ogni capitolo. Tra le tante: “Avete mai pensato di privatizzare vostra madre? Privatizzando l’acua è come se lo faceste” (Alex Zanotelli) e “Ci vuole privatizzare l’acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni” (Erri De Luca).
Graziarosa Villani
10 / 06 / 2011
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