Clima: definito storico l’accordo UE ma per Legambiente l’Italia ha fatto una magra figura
Il pacchetto clima-energia raggiunto oggi al termine del
vertice dell’Europa a ventisette mira al raggiungimento di tre obiettivi.
Stabilisce in primo luogo la riduzione vincolante di almeno il 20% di emissioni
di gas effetto serra entro il 2020, da portare al 30% se altri Paesi
industrializzati seguiranno l'esempio europeo. Indica in secondo luogo un aumento
vincolante del 20% dell'efficienza energetica a livello europeo entro il 2020.
In terzo luogo stabilisce l’aumento al 20% (dal 7% attuale) della quota europea
di consumi derivanti da fonti rinnovabili (sole, vento, biomasse), da
realizzarsi con oneri ripartiti tra i 27 Stati membri (il 17% per l'Italia).
Per raggiungere questi traguardi, il pacchetto individua
misure da ripartire tra Stati membri e differenti settori produttivi,
industriali e non. Ii costo complessivo è stato valutato all'1% del Pil, una
somma compresa tra i 100 e i 120 miliardi di euro.
Critica sull’accordo Legambiente. «L'accordo raggiunto a
Bruxelles conferma i tempi e gli obiettivi del pacchetto clima abrogando
completamente la posizione italiana, impegnata ad allungare le scadenze in modo
da verificare gli esiti di Copenaghen prima di confermare gli impegni». È
quanto afferma il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. “L'Italia
– aggiunge - ha fatto di nuovo una magra figura, e seppure quello raggiunto si profili
come accordo storico, l'esito generale non è certo quello auspicato. Il
pacchetto infatti risulta debole rispetto alle direttive Ets, in particolare su
alcuni settori tra cui il manifatturiero che pagheranno solo il 20% delle
emissioni al 2013 e il 70% al 2020 con gratuità concessa per il restante 30%,
che sull'Effort Sharing per l'eccessiva quota di crediti per interventi di
riduzione delle emissioni realizzabili all'estero». L'Europarlamento, conclude,
«intervenga per emendare i punti deboli dell'accordo in occasione del prossimo
voto a Strasburgo del 17 dicembre».
Per Kyoto Club “L’accordo sul pacchetto clima ed energia,
che mercoledì sarà al Parlamento europeo, è «un successo con luci ed ombre» dice Gianni Silvestrini, direttore scientifico.
Secondo Silvestrini l'accordo raggiunto a Bruxelles è comunque «di portata
storica sia per la spinta che imprime al processo negoziale internazionale che
per il decollo di una rivoluzione energetica in Europa». «Il raggiungimento
dell'obiettivo del 20% dei consumi da fonti rinnovabili - dice Silvestrini -
garantirà infatti la creazione di 2 milioni di posti di lavoro. In particolare,
un terzo della elettricità consumata dagli europei fra 12 anni verrà dalle
rinnovabili, con investimenti pari a 500 miliardi di euro». «C'è da augurarsi
che l'Italia, finora in retroguardia nello sviluppo di una industria verde -
afferma Silvestrini - comprenda le straordinarie opportunità offerte dalla creazione
di un tessuto di industrie legate alle tecnologie dell'efficienza energetica e
alle rinnovabili»
13 / 12 / 2008
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