CONFERENZA FINALE DEL PROGETTO EUROPEO “ATLETE”: ETICHETTA ENERGETICA
Utilizzando una metodologia comprovata il progetto ATLETE ha dimostrato che la sorveglianza del mercato in Europa è realizzabile ed economicamente sostenibile. Questo progetto, il primo del suo genere, ha dimostrato che la realizzazione di azioni pan-europee di controllo del mercato è non solo essenziale, ma anche praticamente fattibile e non presenta difficoltà insormontabili. Il riscontro di ATLETE, pur limitato agli apparecchi domestici, sarà utile per ogni altro progetto simile in futuro. Questo in breve il risultato principale del Progetto ATLETE, la cui conferenza finale si è tenuta ieri 12 aprile a Bruxelles nell’ambito dell’EUSEW, la European Union’s Sustainable Energy Week.
Il Progetto, partito nel giugno del 2009 per concludersi nel maggio 2011, ha riunito cinque partner europei interessati alle tematiche dell’uso razionale dell’energia e del risparmio energetico: ADEME, CECED, ENEA, ISIS e SEVEn. Il progetto ha ricevuto il 75% di supporto finanziario dal Programma “Intelligent Energy Europe” della Commissione Europea. Il costo totale del progetto è di 1 milione di Euro.
Secondo Andrea Ricci, coordinatore del Progetto ATLETE: “Attualmente il livello di sorveglianza del mercato nella maggior parte degli Stati Membri dell’Unione Europea è troppo basso. Noi speriamo che la positiva esperienza di questo progetto possa accrescere gli sforzi per una più incisiva azione da parte della Autorità nazionali di sorveglianza del mercato. Il controllo è essenziale. I risultati del progetto ATLETE indicano che in assenza di controlli il livello di conformità dei prodotti si deteriora.
Il progetto ATLETE in breve:
80 modelli di 40 produttori, presenti sull’intero mercato dell’Unione Europea, sono stati provati per verificare la loro conformità all’etichetta energetica comunitaria in quattro laboratori selezionati mediante una specifica procedura. I test di laboratorio sono stati condotti su cinque parametri per ogni apparecchio, due dei quali (la capacità di congelamento e il tempo di risalita della temperatura) sono stati raramente esaminati da quando l’etichetta energetica è stata introdotta nel 1995.
La procedura di verifica prevede che un prodotto venga inizialmente acquistato sul mercato e provato. Se i valori dichiarati dal produttore rispettano le tolleranze permesse il prodotto è considerato conforme. In caso contrario tre ulteriori apparecchi dello stesso modello sono acquistati sul mercato e provati nella Fase 2 della procedura, che prevede delle tolleranze inferiori.
Degli 80 modelli provati in laboratorio, 54 appartengono a produttori che hanno deciso di collaborare al progetto firmando un “protocollo volontario”, che permetteva loro, in caso di sospetta non-conformità del prodotto nella Fase 1 della verifica, di accettare i risultati dei test e di proporre adeguate “azioni di rettifica” delle dichiarazioni non conformi prima della conclusione dell’intera procedura. La possibilità di aderire a questo protocollo è stata data a tutti i produttori prima di realizzare la selezione dei modelli da avviare alla verifica in laboratorio.
I risultati delle prove (disponibili sul sito: www.atlete.eu) suggeriscono la necessità di una maggiore azione di sorveglianza del mercato per garantire un più alto livello di conformità dei prodotti all’etichettatura energetica. Se l’84% dei prodotti sottoposti alla verifica, e per i quali i test sono stati completati, sono risultati conformi per la classe di efficienza energetica dichiarata e i due parametri collegati: consumo di energia e volume netto, quando si considerano tutti e cinque i parametri verificati d ATLETE la percentuale di conformità scende al 47%.
Secondo Luigi Meli, Direttore Generale del CECED: “il livello di conformità ai requisiti dell’etichetta energetica deve migliorare. Questi risultati sono deludenti ma non devono distogliere l’attenzione dalla posizione dell’industria su questo tema. L’industria chiede costantemente una maggiore sorveglianza del mercato in Europa. Una azione di controllo più incisiva è la strada migliore per assicurare una competizione corretta ed equilibrata per i costruttori di apparecchi domestici che operano nel Mercato Unico e un elevato livello di protezione del consumatore. E’ essenziale che i Governi mettano a disposizione risorse adeguate per permettere la sorveglianza del mercato.
Per ulteriori informazioni visitare il sito del progetto: www.atlete.eu
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