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Cosa è la cellula fotovoltaica
Il fotovoltaico è una delle energie del futuro. Poiché però il
risparmio energetico e le energie rinnovabili finora non si insegnano a scuola
poco si sa del funzionamento dei famosi pannelli fotovoltaici. Al riguardo
utile è un opuscolo che data ormai quale anno prodotto dall’Enea sul tema
Energia Fotovoltaica. Una scheda specifica illustra il funzionamento del
componente primario: la cella fotovoltaica.
“La cella fotovoltaica è il componente elementare del sistema –
scrive l’Enea - ed è costituita da una sottile “fetta” di un materiale
semiconduttore, quasi sempre silicio, (l’elemento più diffuso in natura dopo l’ossigeno)
di spessore pari a circa 0,3mm. Può essere rotonda o quadrata e può avere una
superficie compresa tra i 100 e i 225cm2.Il silicio che costituisce la fetta viene “drogato” mediante l’inserimento
su una “faccia” di atomi di boro (drogaggio p) e sull’altra faccia con piccole
quantità di fosforo (drogaggio n).Nella zona di contatto tra i due strati a
diverso drogaggio si determina un campo elettrico; quando la cella è esposta
alla luce, per effetto fotovoltaico, si generano delle cariche
elettriche e, se le due facce della cella sono collegate ad un
utilizzatore, si avrà un flusso di elettroni sotto forma di corrente elettrica
continua. Attualmente il silicio, mono e policristallino, impiegato nella
costruzione delle celle è lo
stesso utilizzato dall’industria elettronica, che richiede
materiali molto puri e quindi costosi.Tra i due tipi il silicio policristallino
è il meno costoso, ma ha rendimenti leggermenteinferiori del monocristallino.
Per ridurre il costo della cella sono in studio nuove tecnologie
che utilizzano il silicio amorfo e altri materiali policristallini, quali il
Seleniuro di Indio e Rame e il Tellurio di Cadmio.Una cella fotovoltaica di
dimensioni 10x10 cm si comporta come una minuscola batteria, e nelle condizioni
di soleggiamento tipiche dell’Italia (1kW/m2), alla temperatura di 25°C fornisce
una corrente di 3A, con una tensione di 0,5V e una potenza pari a 1,5-1,7Watt
di
picco. L’energia elettrica prodotta sarà, ovviamente, - scrive
ancora l’Enea - proporzionale all’energia solare incidente, che come sappiamo
varia nel corso della giornata, al variare della stagioni, e al variare delle
condizioni atmosferiche, ecc.
L’opuscolo è scaricabile alla pagina http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/opuscoli.htm
06 / 10 / 2008
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