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Europa: politica integrata contro il cambiamento climatico
Con
570 voti favorevoli, 78 contrari e 24 astensioni, il Parlamento ha approvato
con diverse modifiche la relazione di Karl-Heinz FLORENZ (PPE/DE, DE) sulla futura politica integrata dell'UE sul
cambiamento climatico stilata dopo 21 mesi di lavori dall'apposita commissione
temporanea presieduta da Guido SACCONI (PSE,
IT).
Il
Parlamento sottolinea anzitutto l’urgenza di integrare il riscaldamento globale
e il conseguente cambiamento climatico in tutti i settori e in tutti gli ambiti
politici come nuovi elementi chiave, adottando un approccio trasversale e
tenendo conto delle cause e delle conseguenze del surriscaldamento globale
nella legislazione comunitaria. Anche perché «il cambiamento climatico è più
rapido e più grave nei suoi effetti avversi di quanto si potesse pensare».
Incoraggiando
la promozione di stili di vita e schemi di consumo in linea con lo sviluppo
sostenibile, sottolinea anche la necessità «di prendere decisioni partendo
dalla convinzione che siano necessarie e giuste», e «di cogliere l’opportunità
straordinaria di forgiare il futuro della società attraverso un'azione
strategica». Sollecita inoltre la Commissione e gli Stati membri dell'UE «a
sostenere l'invito ONU per un "Nuovo Corso Verde" ("Green New
Deal")». Alla luce della crisi finanziaria, inoltre, chiede che gli
investimenti per sostenere la crescita economica «lo facciano in modo
sostenibile, in particolare, promuovendo le tecnologie verdi».
Formula
quindi una serie di raccomandazioni di carattere generale e settoriale. Per
quanto riguarda le prime, ribadisce l'esigenza di fissare, per l'UE e gli altri
paesi industrializzati in quanto gruppo, un obiettivo a medio termine di
ridurre le emissioni di gas serra del 25-40% entro il 2020 e un obiettivo a
lungo termine di ridurle almeno dell'80% entro il 2050 rispetto al 1990,
mantenendo l'enfasi sulla limitazione dell'aumento della temperatura media
globale al massimo a 2°C rispetto ai livelli preindustriali. L'Aula ha però
respinto un emendamento del PSE che invitava la Commissione a presentare una
relazione sulla necessità di introdurre ecotasse ai fini di un'ulteriore
riduzione delle emissioni di CO2.
Illustra poi nel dettaglio le
misure che occorrerebbe prendere nei campi della politica estera energetica
dell'UE, dell'energia e dei biocombustibili, dell'efficienza energetica, dei
trasporti e della logistica, del turismo, dell'agricoltura, delle foreste e
della pesca. Raccomanda azioni riguardo al sistema di scambio di quote di
emissioni, alla gestione delle risorse idriche e al trattamento dei rifiuti,
nonché alla tutela della salute. Sottolinea il ruolo dell'innovazione, anche
per la crescita economica e dell'occupazione, sostiene la promozione delle nuove
tecnologie, e propone misure nel settore dell'istruzione, della formazione e
della comunicazione. Chiede anche la creazione di una «comunità europea delle
energie rinnovabili» esorta il sostegno allo sviluppo di tecnologie di
trasporto ecocompatibili, come vetture a idrogeno, elettriche, a pile a
combustibile, ibride o a biocarburante.
Per quanto riguarda il finanziamento e le questioni di bilancio,
il Parlamento rileva che l’UE dovrebbe impegnarsi seguendo il principio di
solidarietà, sia negli ambiti chiave della ricerca e dello sviluppo di
tecnologie per la lotta al cambiamento climatico e dell’aiuto allo sviluppo nel
settore del clima sia nel sostegno alle misure di adattamento transnazionali,
all’aumento dell’efficienza e all’aiuto nelle catastrofi. Esorta quindi la
Commissione a redigere un inventario di tutti gli strumenti di finanziamento e
della loro rilevanza per gli obiettivi europei di protezione del clima, in
vista di adeguare le linee del bilancio ai requisiti necessari della politica
climatica, e «senza escludere la possibilità di creare nuovi fondi e di
attivare pertanto nuove risorse». Invita inoltre il Consiglio ad affrontare la
questione degli stanziamenti specifici inutilizzati, «riorientandoli, se del
caso, sulle politiche per il clima».
In materia di energia nucleare, riconoscendo poi i
diversi approcci degli Stati membri in materia, il Parlamento sollecita la
Commissione «a riservare un’attenzione particolare ai rifiuti nucleari e al
loro intero ciclo, allo scopo di migliorare la sicurezza». Ritiene peraltro che
la ricerca sulla fattibilità tecnologica della fusione nucleare nel reattore di
ricerca ITER «sia il primo passo per avvicinarsi all’obiettivo di un utilizzo
commerciale di questa forma di energia» e sottolinea che il raggiungimento di
questo obiettivo «dipende in larga misura dall’erogazione a lungo termine di
finanziamenti alla ricerca». Osserva però che questa nuova fonte energetica
potrà fornire «un eventuale contributo al
mercato dell'energia solo nel lunghissimo periodo».
Il futuro inizia oggi
Il Parlamento chiede che venga
definita un'agenda d'intervento contro il cambiamento climatico per il periodo
2009-2014, con le seguenti modalità d'applicazione:
A livello UE, la Commissione e
gli Stati membri dovrebbero:
–
condurre dibattiti a livello locale e
globale sui provvedimenti per contrastare il cambiamento climatico,
–
sviluppare, finanziare e realizzare una
"super-rete" in ambito UE che possa essere accessibile a qualunque
tipologia di fornitore di elettricità,
–
promuovere e finanziare infrastrutture
efficienti di trasporto sostenibile in grado di ridurre le emissioni di
carbonio, incluse le tecnologie basate sull'idrogeno e l'alta velocità
ferroviaria,
–
sviluppare nuove strategie di
comunicazione con le quali educare i cittadini fornendo loro incentivi per la
riduzione delle emissioni in maniera accessibile, ad esempio sviluppando
un'informativa sul contenuto carbonico di prodotti e servizi,
–
sviluppare idonei strumenti legislativi
che possano incoraggiare i vari settori industriali a condurre la lotta al
cambiamento climatico, iniziando con l'esigere trasparenza sulle emissioni di
carbonio,
–
stabilire legami più forti tra l'agenda
di Lisbona, l'agenda sociale e le politiche in materia di cambiamento
climatico.
A livello locale e regionale,
dovrebbero essere promosse e scambiate le migliori prassi, in particolare per
quanto concerne:
–
le misure di efficienza energetica
volte a contrastare la povertà energetica con l'obiettivo di giungere ad un
consumo netto di energia nullo negli edifici privati, commerciali e pubblici,
–
il riciclaggio e riutilizzo dei
rifiuti, potenziando ad esempio le infrastrutture per i punti di raccolta,
–
lo sviluppo di infrastrutture per
autovetture a basse emissioni che utilizzano energie rinnovabili e introduzione
di incentivi per lo sviluppo di veicoli a emissioni zero adibiti al trasporto
pubblico,
–
la promozione di una mobilità
maggiormente sostenibile nelle città e nelle aree rurali,
–
l'adozione e attuazione di interventi
di adattamento al cambiamento climatico,
–
la promozione della produzione e del
consumo di cibo locale e regionale.
I deputati invitano infine i
competenti organi del Parlamento europeo a redigere e pubblicare una versione
della relazione «destinata al lettore comune», entro tre mesi dalla sua
adozione.
08 / 02 / 2009
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