Europa: “Promuovere veicoli ecologici con gli appalti di enti pubblici”
Il Parlamento europeo
è chiamato oggi ad approvare una direttiva volta a favorire l'introduzione di
veicoli puliti e a basso consumo che impone agli enti pubblici e privati di
ricorrere a criteri ambientali nell'aggiudicazione di appalti che riguardano
veicoli per il trasporto su strada. Tra questi figura il consumo energetico e
le emissioni di CO2 lungo tutto l'arco della vita dei mezzi di trasporto. Resta
possibile attribuire una preferenza a veicoli alimentati a idrogeno, GPL e gas
naturale compresso.
Sulla base di un maxi-emendamento di compromesso negoziato con il
Consiglio dal relatore Dan JØRGENSEN (PSE,
DK), il Parlamento è chiamato a adottare definitivamente una direttiva che mira
a stimolare il mercato dei veicoli puliti e a basso consumo energetico e,
soprattutto, ad influenzare il mercato dei veicoli standard prodotti su larga
scala come autovetture, autobus, pullman e autocarri, visto il notevole impatto
ambientale che ciò produrrebbe. A tal fine impone alle autorità aggiudicatrici,
agli enti aggiudicatori e a taluni operatori, sia pubblici che privati, di
prendere in considerazione gli impatti ambientali ed energetici in tutto l'arco
della vita nell'aggiudicare appalti che riguardano l'acquisto di veicoli per il
trasporto su strada.
Ogni anno le autorità pubbliche dell'UE acquistano tramite gare
d'appalto 110.000 automobili, 110.000 veicoli utilitari leggeri, 35.000 camion
e 17.000 autobus. Nel garantire una domanda per veicoli puliti e a basso
consumo a un livello sufficiente, si intende anche incoraggiare l'industria a investire e a sviluppare ulteriormente
mezzi di trasporto con queste caratteristiche. Se l'Aula conferma il
compromesso raggiunto, la direttiva sarà applicabile dopo 18 mesi dalla sua
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE.
Più in particolare, la direttiva si applica a tutti i veicoli per il trasporto su strada acquistati da autorità aggiudicatrici,
enti aggiudicatori e taluni operatori, pubblici e privati, comprendendo anche
quelli comprati per fornire un servizio pubblico di trasporto di passeggeri.
Tuttavia, per evitare inutili oneri amministrativi, gli Stati membri saranno
liberi di escluderne l'applicazione per acquisti di entità ridotta. Inoltre,
avranno la possibilità di non applicare la direttiva agli appalti relativi a veicoli
progettati e fabbricati per essere essenzialmente utilizzati in cantieri edili,
cave, installazioni portuali o aeroportuali, veicoli blindati progettati e
fabbricati per essere utilizzati dalle forze armate, dalla protezione civile,
dai servizi antincendio e dai servizi responsabili del mantenimento dell’ordine
pubblico, e macchine mobili.
Gli elementi da
prendere in considerazione includono almeno il consumo di energia nonché le
emissioni di CO2 e di taluni altri inquinanti quali gli ossidi di azoto, gli
idrocarburi non metanici e i particolati, ma è possibile anche prevedere
criteri ambientali aggiuntivi. Le autorità aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori
e gli operatori sono inoltre incoraggiati a fissare specifiche corrispondenti a
un livello di prestazioni energetiche e ambientali superiori a quelle previste
dalla normativa UE, ad esempio per tener conto delle future norme EURO.
Per ottemperare agli obblighi della direttiva gli Stati membri potranno
fissare specifiche tecniche in materia di performance energetica o ambientale
nella documentazione relativa all'acquisto dei veicoli per ognuno degli impatti
ambientali che si intende prendere in considerazione. Oppure avranno la facoltà
di includere gli impatti energetici e ambientali tra i criteri di
aggiudicazione. Nel caso in cui decidessero di quantificare finanziariamente
questi impatti nella decisione finale di acquisto, la direttiva stabilisce una
metodologia e dei parametri armonizzati riguardo al calcolo dei costi di
esercizio relativi al consumo energetico, alle emissioni di CO2 e alle
emissioni di inquinanti dei veicoli nell'intero arco della vita.
Come richiesto dai deputati, la direttiva non pregiudica la possibilità
per le autorità aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori di dare la preferenza a
combustibili alternativi, come per esempio l'idrogeno,
il gas di petrolio liquefatto (LPG) o il gas naturale compresso (CNG) e i biocarburanti. Purché sia tenuto in
conto l'impatto energetico e ambientale nell'arco della vita dei veicoli.
21 / 10 / 2008
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