FILCEM-CGIL: RIAPRIRE LE GARE PER LE IMPRESE MANIFATTURIERE SUL GAS RELEASE
“Ha
dell'incredibile: tutta Italia soffre per gli alti prezzi energetici,
l'industria italiana sostiene un peso molto più alto delle concorrenti europee,
il nostro settore manifatturiero rischia l'emarginazione a causa anche dei
costi energetici che gravano in alcuni settori dal 20 al 25% sul prodotto
finale, e invece la gara sul “gas release” ha un effetto esclusivo ed è
riservata a pochi!”: a dirlo è Francesco Fontanelli, segretario nazionale
Filcem-Cgil, commentando la notizia del mezzo “flop” della vendita di metano a
prezzi scontati (“gas release”, appunto) per le piccole e medie imprese.
Infatti, rispetto ai 5 miliardi di metri cubi
di gas in gara, solo 1,1 miliardi vengono assegnati e ben 3,9 miliardi non
trovano assegnazione. Tra gli aggiudicatari, pochissime imprese industriali,
mentre si nota la presenza di soggetti a
loro volta rivenditori di gas e spunta il nome di alcune “utility”, persino
della multinazionale tedesca E-ON che,
da sola, si sarebbe aggiudicata circa 155 milioni di metri cubi di gas. “Viene
da chiedersi – incalza Fontanelli -
quali siano le ragioni per le quali interi settori (dal vetro alla
ceramica), riconosciuti a consumo energetico intensivo, non siano stati inclusi
e come mai nè a settori industriali nè a singole imprese siano state
aggiudicate quote più o meno significative”. Scartando l'ipotesi del
disinteresse, vista l'evidenza che ogni volta e in ogni occasione viene data
agli alti prezzi energetici, Fontanelli
ritiene che - nonostante le buone
intenzioni, e la sollecitazione fatta a tal proposito dall'Autorità per
l'energia al Governo - la scarsa informazione, la burocrazia, i tempi molto
ristretti, le limitazioni ed i vincoli contenuti nel provvedimento, gli stessi
prezzi definiti, abbiano fatto sì che alla fine l'opportunità non sia stata
sfruttata e quel poco sia stato riservato ad una cerchia di fortunati”.
“Certo, - continua il segretario - non si sarebbe trattato di una soluzione
definitiva, nè tantomeno strutturale, ma tuttavia avrebbe portato una boccata
di ossigeno, in un momento delicato della crisi economica, del livello di domanda
e del divario competitivo che continua a gravare sul nostro Paese a causa anche
del sistema infrastrutturale, dei livello quantitativo e qualitativo della rete
dei servizi integrati e del costo delle materie prime e dell'energia”.
“Ora non c'è che da augurarsi che avvenga un
ripensamento e magari venga indetta una nuova gara accessibile e finalizzata ai
settori maggiormente esposti, per assegnare i quantitativi rimasti e magari,
perché no?, anche nuovi quantitativi”.
“Resto convinto – conclude Fontanelli – che questo provvedimento
resti uno degli strumenti con i quali si
può intervenire concretamente e al di là degli annunci ad effetto, a sostegno
del sistema Paese, delle imprese e del lavoro, consolidando il sistema
industriale, creando un argine alla distruzione ed alla perdita di posti di
lavoro e magari puntare ad una fase di sviluppo e di ripresa occupazionale”.
10 / 09 / 2009
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