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Greenpeace: 100 giorni a Copenhagen
In occasione dei cento giorni che separano il Pianeta
dall’apertura dei negoziati di Copenaghen sui cambiamenti climatici, Greenpeace
ha posizionato cento sculture di ghiaccio presso il “Tempio della Terra” a
Pechino.
“Le sculture – commenta una nota dell’associazione
ambientalista - raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di
oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla
mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando
la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi Gange, Yangtze,
Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini.
Allo stesso tempo un’altra scultura di ghiaccio, che
raffigura il numero “100” su un mappamondo gigante, è stata inaugurata a Nuova
Delhi, per segnare l’inizio del conto alla rovescia per Copenaghen. Le sculture
sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani.
Le stime dell’IPCC indicano che agli attuali tassi di
aumento delle temperature, l’80 per cento dei ghiacciai dell’Himalaya, il
“terzo polo” del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di
trent’anni”.
Il “Tempio della Terra” – spiega Greenpeace - era il luogo dove gli imperatori
cinesi pregavano per la prosperità della natura e per buoni raccolti.
“Siamo oggi qui per sottolineare il rischio catastrofico che sta
correndo il nostro Pianeta”, spiega Yang Ailun, responsabile della Campagna
Energia e Clima di Greenpeace in Cina. “La scomparsa dei ghiacciai himalayani
mette a rischio la disponibilità idrica di un quinto della popolazione
mondiale. Se i leader del mondo non troveranno un accordo serio a Copenaghen, i
bambini di oggi avranno gravi problemi di accesso all’acqua potabile”.
Per evitare i peggiori impatti del clima, i più recenti studi scientifici
mostrano che occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e
devono essere portate il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050.
Greenpeace esorta i Paesi industrializzati, come gruppo, a ridurre le proprie
emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del
1990. I Paesi in via di sviluppo devono invece ridurre la crescita delle
proprie emissioni del 15-30% entro la stessa data. I Paesi industrializzati
devono aiutare i Paesi in via di sviluppo a centrare questo obiettivo
contribuendo con circa 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020.
“La ricchezza futura di India e Cina si sta letteralmente sciogliendo al sole”,
commenta Yang Ailun: “Mancano appena cento giorni prima che i leader del mondo
raccolgano la sfida della prima minaccia ambientale per il genere umano e
trovino a Copenaghen l’accordo per scongiurare la più grave minaccia
ambientale per l’umanità”.
Oltre alle attività a Pechino e Nuova Delhi, continua la spedizione nell’Artico
della nave rompighiaccio “Arctic Sunrise”, per documentare la rapidità della
perdita delle masse glaciali dell’Artico. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti
di Greenpeace hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner,
con il messaggio “Our climate, Your decision”, e hanno installato un campo di
protezione del clima con lo scopo di mostrare la necessità di un’azione urgente.
29 / 08 / 2009
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