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I CAMBIAMENTI CLIMATICI E L'ACQUA


A pochi giorni dall'inizio del vertice sul clima di Copenaghen il vertice sul clima, il presidente di Solidarietà e Cooperazione - CIPSI Guido Barbera, a nome delle 45 associazioni del CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, ribadisce con forza: "Basta alle rivendicazioni prive di sostanza e ai governi che si scaricano a vicenda le responsabilità. Non c'è più tempo per aspettare che si decida di chi sono le colpe più gravi e chi debba impegnarsi di più per tagliare le emissioni di gas serra! È necessario che i paesi industrializzati riconoscano quanto hanno speculato sul clima e sulle risorse naturali negli ultimi decenni, arrivando a produrre conseguenze gravissime per la vita di tutte le persone sul pianeta Terra. Non è più possibile continuare a speculare sull'ambiente. Atteggiamenti irresponsabili da parte di governi e istituzioni stanno già provocando situazioni disastrose. Oltre 300 milioni di persone sono già gravemente afflitte dai cambiamenti climatici, e molte di esse vivono nei paesi del Sud del mondo. I cambiamenti climatici hanno gravi conseguenze anche sull'acqua. Si stima che entro la metà del secolo, più di un miliardo di persone si troverà ad affrontare la fame e la scarsità d'acqua, di cui 600 milioni nella sola Africa.

Auspichiamo - prosegue Barbera - che i 192 capi di Stato, governanti e delegazioni presenti al vertice mettano al centro della loro agenda un tema di vitale importanza come l'acqua, che è elemento essenziale e indispensabile per garantire la vita sul nostro pianeta. Mentre l'Italia con una legge scellerata ha deciso di privatizzare la gestione della risorsa idrica, noi torniamo a chiedere con forza alle istituzioni internazionali che a Copenaghen venga riconosciuta ufficialmente l'acqua come bene comune dell'umanità privo di rilevanza economica, da garantire a tutti gli esseri umani come diritto universale".

Ricordiamo che le cause e gli effetti del cambiamento climatico globale influiscono direttamente sulla disponibilità della risorsa idrica. L'acqua sta diventando una risorsa sempre più rara e meno disponibile per tutti. L'incremento delle temperature sulla superficie terrestre provoca mutamenti nei regimi delle precipitazioni locali, un anomalo surriscaldamento dei mari, l'alterazione delle correnti oceaniche e lo scioglimento delle calotte polari. Nei dati dell'UNEP (United Nations Environment Programme) si legge che la velocità con cui si sciolgono alcuni dei ghiacciai montani in varie parti del mondo è raddoppiata negli ultimi anni. . La Groenlandia perde 220 chilometri di metri cubi di ghiaccio l'anno e nella parte occidentale dell'Antartide il ghiaccio si sta assottigliando di 3-4 metri l'anno. Le stime del Intergovernamental Panel on Climate Change dicono che mancano solo una ventina d'anni al completo scioglimento dei ghiacci perenni del Polo Nord. Ed è di oggi la notizia che un blocco di ghiaccio grande quanto la città di Bologna si è staccato dall'Antartide e galleggia nell'oceano Pacifico avvicinandosi all'Australia. Inoltre, già attualmente oltre 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e si stima che nel 2015 saranno diventate ben 3,4 miliardi. Nel 2020 metà della popolazione mondiale risiederà in aree con problemi idrici.



"Di fronte a tali scenari - commenta Barbera - torniamo a chiedere di non perdere questa importante occasione e che si giunga ad un trattato con 'obblighi' di tagliare l'emissione dei gas serra inquinanti, impegni concreti, verificabili di anno in anno - e non nel 2050! -, per la tutela dei beni comuni dell'umanità. Oggi il presidente Usa Obama è ad Oslo per ritirare il Premio nobel per la Pace. Un premio attribuito alle intenzioni e a promesse fino ad oggi ancora non mantenute! Anche a Copenaghen gli Stati Uniti fino a questo momento stanno tradendo le attese con la ridicola proposta di ridurre i gas serra Usa ''intorno al 17%'' entro il 2020, rispetto al 2005. Gli Usa non stanno andando nella direzione della ratifica di un trattato che contenga impegni e fatti concreti. Chiediamo al presidente Obama di non ritirare il Premio Nobel per la Pace fino a quando non abbia fatto cose concrete a favore della pace nel mondo, chiediamo ad Obama che dia a Copenaghen una dimostrazione della sua volontà di essere uomo di pace, assumendo impegni chiari rispetto al clima e alla tutela delle risorse naturali e dei beni comuni".

10 / 12 / 2009



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