Il Comitato delle Regioni sollecita l’Europa a approvare la normativa per l'inclusione del trasporto aereo nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione
Ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma senza trasferirle verso i "paradisi dell'inquinamento"
Il Comitato delle regioni (CdR) ha sollecitato la Commissione europea ad accelerare l'approvazione della normativa per l'inclusione del trasporto aereo nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Emission Trading System - ETS) e ad integrare al più presto in tale sistema il settore del trasporto marittimo. Nella sua funzione di rappresentante delle regioni e delle città europee, il CdR, riunito in sessione plenaria l'8 e 9 ottobre 2008, ha adottato un parere in merito allo scambio delle quote di emissione. Il parere fa riferimento a una proposta di direttiva della Commissione che aggiorna il sistema ETS, tenendo conto delle esperienze raccolte nel suo primo periodo di applicazione 2005-2007.
Il relatore del parere Piero Marrazzo (Italia/PSE), presidente della regione Lazio, ha osservato con preoccupazione che la proposta di direttiva non prevede incentivi per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore della gestione dei rifiuti, il che sarebbe decisivo sia per una riduzione complessiva delle emissioni che per la gestione del territorio, come sottolinea il relatore. Questi ritiene che sia opportuno passare dalla fase di ripartizione totalmente gratuita delle quote ad una progressiva e graduale assegnazione mediante aste pubbliche. Marrazzo sottolinea inoltre che occorre proteggere le fasce più povere della popolazione dal possibile aumento dei prezzi dei prodotti industriali come l'energia elettrica; evidenzia altresì le ripercussioni sociali della ristrutturazione industriale resasi necessaria per rendere il mercato del carbone più trasparente e più efficiente e sollecita misure adeguate per riqualificare i lavoratori interessati.
Come precisato nel parere, almeno il 30% degli introiti provenienti dalla vendita all'asta delle quote dovrebbe venire destinato dagli Stati membri agli enti regionali e locali, al fine di promuovere l'uso delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica negli usi finali, consentendo così all'UE di conseguire l'obiettivo di utilizzare il 20% di energia rinnovabile e di incrementare l'efficienza energetica del 20% di qui al 2020. Gli enti regionali e locali devono favorire anche le misure di riduzione dei gas serra nei settori non ETS, in particolare i trasporti e l'industria dei rifiuti.
Il parere invita infine a verificare l'efficacia della direttiva già entro sei mesi dalla sua entrata in vigore e a presentare proposte per prevenire la delocalizzazione delle emissioni di CO2, prodotte dai settori ad alta intensità energetica dell'UE, verso "paradisi dell'inquinamento" all'estero dai costi molto meno elevati, vale a dire verso paesi terzi con standard ambientali meno severi.
Sito web del CdR: www.cor.europa.eu <http://www.cor.europa.eu/>
Il Comitato delle regioni
Circa i due terzi della legislazione dell'UE sono applicati dagli enti locali e regionali degli Stati membri. Il Comitato delle regioni (CdR) è stato istituito nel 1994 per consentire ai responsabili politici dei governi locali e regionali di far conoscere la loro posizione riguardo al contenuto di tale legislazione. Il CdR organizza ogni anno cinque sessioni plenarie, nel corso delle quali i suoi 344 membri votano l'adozione di pareri o rapporti che vertono sulle proposte legislative. La Commissione europea, a cui spetta il diritto d'iniziativa legislativa, e il Consiglio dei ministri, che determina il contenuto definitivo della legislazione (solitamente di concerto con il Parlamento europeo), sono tenuti a consultare il CdR sulle proposte legislative comunitarie riguardanti molteplici settori di intervento, tra cui in particolare l'ambiente, l'occupazione e i trasporti.
09 / 10 / 2008
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