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Imprenditoria femminile: le strategie europee


Dalle cifre emerge che le donne rappresentano il 34,4%[1] dei lavoratori autonomi dell'UE, ciò sta a indicare che le potenzialità per avere un maggior numero di imprese gestite da donne sono enormi e vanno valorizzate. Il fatto che il 39,4% delle donne scelga un lavoro autonomo rispetto al 50,2% indica che le donne sono più riluttanti a diventare imprenditrici. In questo contesto nel 2009 la Commissione europea ha contribuito alla creazione della Rete europea di ambasciatori dell'imprenditoria femminile il cui obiettivo è ricorrere a imprenditrici di successo per propagandare tra le donne l'idea di creare una propria azienda. La seconda fase della Rete europea di ambasciatori dell'Imprenditoria femminile è inaugurata oggi nell'ambito di un evento di sensibilizzazione e di costituzione di reti organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dalla presidenza belga del Consiglio europeo. Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, ha affermato: "L'Europa ha bisogno delle sue piccole imprese. Il sostegno all'imprenditorialità femminile è essenziale per stimolare la crescita, poiché le potenzialità imprenditoriali delle donne non sono state ancora pienamente valorizzate. La nostra iniziativa svolgerà un ruolo importante per incoraggiare le donne a fare il grande salto e ad avviare una propria impresa, a tutto vantaggio per loro e per una ripresa economica sostenibile.” Dagli studi è emerso che le donne in generale creano imprese più piccole ma relativamente più stabili. Esse sono inoltre ritenute più prudenti degli uomini e hanno una maggiore consapevolezza dei rischi di fallimento. Di conseguenza, le donne spesso si investono pienamente nell'attività imprenditoriale dopo un prolungato periodo di prova. Gli ambasciatori UE dell'imprenditoria femminile aiutano le donne a superare i loro dubbi e, raccontando le loro esperienze personali, si adoperano per incoraggiarle e ispirarle a diventare imprenditrici. La Rete europea di ambasciatori dell'imprenditoria femminile è stata inaugurata il 5 ottobre 2009. Circa 150 ambasciatori dell'imprenditoria femminile provenienti da dieci paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Norvegia, Polonia, Slovacchia e Svezia) e selezionati mediante inviti a manifestazione di interesse pubblicati dalla Commissione, si sono riuniti per costituire la rete e presenziare alla cerimonia di inaugurazione. In seguito a un secondo invito a manifestare interesse dodici nuovi paesi si uniranno oggi alla rete: Albania, Belgio, Croazia, Cipro, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Serbia e Regno Unito, portando a 250 il numero degli ambasciatori. Sua Altezza Reale la Principessa Matilde del Belgio consegnerà i diplomi ai nuovi ambasciatori. Contesto Dall'avvio della Rete europea di ambasciatori dell'imprenditoria femminile gli Stati membri dell'UE si sono adoperati per promuovere l'imprenditorialità femminile. Si riportano qui di seguito alcuni esempi delle misure adottate: - in Spagna sono stati avviati programmi di micro-credito, tutoraggio, consulenze e sovvenzioni rivolti alle imprenditrici; - la Lettonia ha creato programmi specifici di tutoraggio; - la Finlandia offre alle lavoratrici autonome micro-crediti e sostituzioni; - l'Austria e i Paesi Bassi hanno presentato un programma imprenditoria per le donne che hanno bisogno di mettersi in aspettativa per maternità, questioni familiari o malattia; - la Romania organizza giornate dell'imprenditoria femminile; - il Regno Unito ha istituito un programma di ‘Ambasciatori dell'imprenditoria femminile’ e il programma britannico “Flying Start” per incoraggiare lo spirito imprenditoriale tra le laureate. Il prossimo passo della Rete europea di ambasciatori dell'imprenditoria femminile consisterà nel costituire nel 2011 una rete di tutoraggio per fornire alle imprenditrici un livello di sostegno maggiore. 08 / 12 / 2010


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