Lago Bracciano: col progetto Oileco protocollo d’intenti per recupero oli vegetali esausti Il progetto Europeo denominato OILECO (www.oileco.eu), che promuove la realizzazione di filiere virtuose di intercettazione, recupero e valorizzazione energetica degli oli vegetali esausti, ha maturato nel territorio del Lago di Bracciano (Roma) un altro passo di un percorso di assistenza tecnica gratuita portando alla firma di un protocollo di intenti il primo nucleo di attori di filiera locali.
In Italia, si stima si producano ogni anno circa 280.000 tonnellate di olio alimentare esausto, di cui solo una piccola frazione è recuperata, con inevitabili danni ambientali ed economici (questi ultimi soprattutto a carico delle infrastrutture di gestione delle acque reflue).
Il protocollo firmato a Bracciano prefigura un partenariato pubblico-privato locale volto ad avviare una filiera corta che integra la raccolta degli oli fritti, una loro rigenerazione in bio-diesel presso una raffineria ad Aprilia, seguita dalla sperimentazione di uno o più usi finali presso i territori aderenti.
Secondo la Ecosoluzioni di Cortona, la società di consulenza che porta avanti il progetto OILECO, l’olio fritto viene classificato dalla normativa in vigore come rifiuto speciale (CER 200125) prodotto da abitazioni ed attività commerciali, ma sempre più amministrazioni locali iniziano a comprendere che può far parte degli esempi concreti di “green economy”: che i cittadini possono e devono essere motivati a raccoglierlo nell’ambito della raccolta differenziata, che è trasformabile in una risorsa intercettabile con spese contenute anche da parte dei servizi pubblici sui rifiuti, e che dopo opportuno trattamento può essere rigenerato a grado combustibile o trasformato in biodiesel.
Tra le ipotesi allo studio del partenariato sabatino per la valorizzazione locale del bio-combustibile, si prevede una sperimentazione per la propulsione dei due motori IVECO diesel della motonave del Consorzio Lago Bracciano. Il bio-diesel derivato da oli fritti raccolto dai cittadini sulle sponde del lago sarebbe inizialmente miscelato al gasolio abbattendo quindi il consumo di diesel fossile della motonave. Un’altra ipotesi allo studio è la fornitura di bio-combustibile per
la caldaia di un grande complesso scolastico ad Anguillara.
I primi firmatari del protocollo sono i Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano, Oriolo Romano e Trevignano Romano, l’azienda pubblica di igiene Bracciano Ambiente SpA, che gestisce anche la locale discarica e “potrebbe – dicono i promotori dell’iniziativa - assumere il ruolo di centro logistico e di stoccaggio degli oli fritti per tutto il bacino dei comuni del lago, la DP Lubrificanti SpA che ad Aprilia ha una raffineria specializzata a trattare gli oli fritti per la produzione di bio-diesel, ed infine la Ecosoluzioni Snc, nel suo ruolo di facilitatore degli accordi di filiera “oileco” (in sviluppo in una altra dozzina di territori in Italia).
“L’iniziativa - sottolinea il coordinatore locale del progetto Angelo Correnti - è anche un importante passo verso la salvaguardia del bacino idrico sabatino, visto che i comuni promotori sono tutti comuni che confluiscono nel sistema fognario del COBIS, e che gli olii vegetali fritti che finiscono nei sistemi fognari creano dei problemi notevoli alla depurazione. I prossimi passi vedranno i partner impegnati a condurre uno studio di pre-fattibilità della filiera integrata, la stesura di un progetto esecutivo per l’organizzazione sistematica della raccolta sul territorio dei quattro comuni e le prime verifiche tecniche sulle opportunità d’uso energetico presso le utenze locali identificate”.
21 / 06 / 2012
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