L’assistenza finanziaria dell’UE per la disattivazione di centrali nucleari in Bulgaria, Lituania e Slovacchia
Relazione speciale n. 16/2011 della Corte dei conti europea
Al fine di accrescere la sicurezza nucleare, la Bulgaria, la Lituania e la Slovacchia si erano impegnate, in sede di negoziati di adesione all’UE, a procedere alla chiusura anticipata e alla successiva disattivazione di otto reattori nucleari non ammodernabili. Riconoscendo l’eccezionale onere sociale, economico e finanziario che comportava tale impegno, l’Unione europea ha fornito assistenza finanziaria ai tre programmi nazionali (complessivamente 2 850 milioni di euro per il periodo 1999 - 2013).
La presente relazione speciale tratta dell’attuazione dei programmi di disattivazione nel periodo che va dal 1999 alla fine del 2010. L’audit ha esaminato se le azioni finanziate dall’UE siano state definite in base ai bisogni individuati, se esse siano state eseguite come previsto e se le disposizioni in materia di governance siano state adeguate.
La Corte ha riscontrato che benché la Bulgaria, la Lituania e la Slovacchia abbiano chiuso i reattori in conformità ai rispettivi impegni e siano stati realizzati importanti progressi verso la disattivazione, il processo principale è ancora di là da venire e vi è un notevole deficit di finanziamento (circa 2,5 miliardi di euro) per quel che riguarda la sua finalizzazione.
· L’individuazione delle attività di disattivazione è ancora in corso.
· Importanti progetti infrastrutturali registrano ritardi e sovraccosti.
· Le stime dei costi sono incomplete in mancanza di informazioni fondamentali sui rifiuti radioattivi e/o sulle infrastrutture e tecnologie necessarie al loro trattamento.
· È stata finanziata una vasta gamma di attività volte ad attenuare le conseguenze della chiusura anticipata dei reattori nucleari, ma l'entità dell'effetto di attenuazione non è nota.
· Si rileva la mancanza di una valutazione completa dei bisogni e di una definizione di priorità e di obiettivi specifici. Le responsabilità sono diluite. La supervisione della Commissione si concentra sull’esecuzione del bilancio e sull’attuazione dei progetti anziché sul conseguimento degli obiettivi del programma nel suo insieme.
La Corte raccomanda alla Commissione di realizzare una dettagliata valutazione dei bisogni che indichi i progressi sinora compiuti dai programmi, le attività che restano da effettuare ed un piano finanziario complessivo che identifichi le fonti di finanziamento. Prima di effettuare ulteriori spese, la Commissione dovrebbe analizzare le risorse disponibili e i benefici attesi. Ciò dovrebbe portare all’allineamento degli obiettivi con le risorse e alla definizione di indicatori di performance che possano in seguito essere monitorati e comunicati se necessario. L’ulteriore assistenza finanziaria dopo il 2013 dovrebbe basarsi su una valutazione del valore aggiunto UE, che indichi le attività specifiche da finanziare tenendo conto di altri strumenti di finanziamento, quali, ad esempio, i Fondi strutturali.
10 / 02 / 2012
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