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Legambiente: dossier "Per un'energia dai rifiuti senza CO2"
“Abbiamo a disposizione una fonte di energia rinnovabile e pulita e non la
utilizziamo. Sono gli scarti organici che, senza raccolta differenziata,
finiscono inevitabilmente in discarica e contribuiscono all’aumento
dell’effetto serra”. Questo in sintesi quanto emerge dal dossier Energia
dai rifiuti senza CO2: la gestione sostenibile degli scarti organici, presentato
da Legambiente alla fiera Ecomondo di Rimini. Il documento illustra le
potenzialità della gestione sostenibile della frazione organica dei rifiuti
(scarti urbani, forestali e dell'industria agroalimentare, effluenti
zootecnici, fanghi di depurazione) e i traguardi raggiunti in altri Paesi
europei.
L'Italia sul fronte delle rinnovabili non riesce a fare il salto di qualità
e trascura anche la possibilità di recuperare energia, sotto forma di metano,
dagli scarti organici. Si stima di poter ottenere dai rifiuti e dalle
biomasse di origine agroindustriale 8 miliardi di metri cubi di metano
all'anno, pari a circa il 10% del fabbisogno di gas naturale del nostro Paese.
Attualmente questa risorsa energetica viene quasi completamente inutilizzata.
Si continua, invece, a parlare con insistenza della necessità di tornare
all'energia nucleare: una fonte insicura, costosa e inquinante.
Legambiente, con il documento intende stimolare e promuovere politiche
virtuose, sia a livello locale che nazionale, per una gestione sostenibile dei
rifiuti.
"Trattando in maniera adeguata gli scarti organici si ottengono
vantaggi su più fronti – dichiara Stefano Ciafani,
responsabile scientifico di Legambiente –. Si riduce il fabbisogno delle fonti
fossili, si aumenta la qualità dei suoli italiani, particolarmente poveri di
sostanza organica, si sequestrano nel terreno enormi quantità di CO2".
Il processo dal quale deriva la produzione di biogas è la digestione
anaerobica integrata al compostaggio. Gli impianti di digestione anaerobica
permettono di trasformare i rifiuti in biogas (ricco di metano) e in una parte
residuale solida. Questa componente organica può essere trattata negli impianti
di compostaggio e trasformata in ammendante agricolo, utile al miglioramento
della qualità dei suoli. Lo sfruttamento del biometano al posto dei
combustibili fossili permette di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.
Oggi si sente parlare molto di agroenergie per la produzione di biodiesel e
bioetanolo, un po' meno di biometano come prodotto dagli scarti organici dei
rifiuti. E questo nonostante le auto con alimentazione a biometano percorrano
tre volte la distanza coperta dalle auto alimentate a biodiesel ottenuto da un
ettaro di terreno coltivato per la produzione di biomasse, e più del 50%
della distanza se il confronto avviene con il bioetanolo.
10 / 11 / 2008
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