LEGAMBIENTE e LIBERA PREMIANO 13 PERSONALITA’ IMPEGNATE NELLA LOTTA ALLE ECOMAFIE
NOTA METODOLOGICA
Dal
magistrato al comune cittadino, dalle cooperative ai giornalisti e,
naturalmente tanti rappresentanti della Forze dell’Ordine: sono tredici i paladini dell’ambiente che si sono distinti
per l’impegno nella lotta all’ecomafia e che saranno premiati oggi pomeriggio
da Legambiente e Libera nel corso
della V edizione del Premio Ambiente e Legalità a Festambiente, il festival di
Legambiente a Rispescia (Gr) fino al 16 agosto.
Nell’ambito
della giornata della Legalità di Libera, alla presenza di Luigi Ciotti, presidente di Libera e Enrico Fontana,
responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente riceveranno
infatti il premio per aver combattuto, ognuno nel proprio ambito, con
professionalità, coraggio e passione il crimine ambientale, una delle piaghe
che deturpa il territorio italiano e mette a rischio la salute dei cittadini.
“Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese
una vero e proprio sistema eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato,
al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostenibile - commenta Enrico Fontana, responsabile Osservatorio
Ambiente e Legalità di Legambiente -. E' questa la parte dell’Italia che oggi si vuole premiare
con il premio Ambiente e Legalità, per rendere merito agli uomini e alle donne
che hanno coniugato impegno, passione e professionalità nella lotta contro un
sistema criminale integrato, pervasivo e difficile da arginare. Sfruttare le
risorse ambientali per fini criminali sta diventando ormai una costante: solo
nel 2008 secondo Legambiente il giro
d'affari complessivo delle ecomafie ha raggiunto la cifra imponente di 20
miliardi di euro, un miliardo e mezzo in più (7,3%) rispetto al 2007 e
corrispondente a circa un quinto degli affari delle mafie. Proprio per questo -
ha concluso Fontana - è importante ribadire ancora l’urgente
necessità di introdurre i delitti contro l’ambiente nel nostro Codice penale
per punire in maniera congrua chi avvelena l’aria che respiriamo, inquina
l’acqua, saccheggia il territorio, minaccia la nostra salute e penalizza le
imprese pulite”.
A
ricevere il V Premio Ambiente e Legalità saranno, dunque,
Giuseppe
Linares, Capo della Squadra mobile di Trapani per il coraggioso impegno nella lotta alla Mafia.
Giuseppe Linares, infatti, si è esposto in prima persona coordinando
l'inchiesta che ha portato al sequestro del complesso aziendale che faceva capo
alla Calcestruzzi Mazara Spa, azienda della famiglia Agate, vertice indiscusso
di cosa nostra mazarese e potente alleata del capo mafia Matteo Messina Denaro.
Premio
anche alla Cooperativa pugliese “Terra di Puglia” che ha riproposto in
questa regione l'esperienza di “Libera Terra” nei terreni confiscati ai boss
della Sacra Corona Unita, rilanciando un nuovo modello di consumo responsabile
e dando un esempio importante per lo sviluppo e l'occupazione in Italia e nel
Sud.
Ed
è sempre per l'impegno nell'antimafia, in modo particolare nella lotta all'abusivismo edilizio in
Campania, che il premio viene assegnato ad Aldo De Chiara, magistrato
della procura di Napoli. Con l'avvio di un piano di demolizioni nell'isola di
Ischia, De Chiara ha posto in essere una
necessaria premessa per riaffermare la legalità in un territorio da
troppo tempo sfregiato dal ciclo illegale del cemento.
Nell'ambito
dell'edilizia si è contraddistinta anche la Cooperitiva Calcestruzzi Ericina
Libera di Trapani che si è distinta per la straordinaria iniziativa
di riutilizzo sociale di un bene confiscato alla mafia ed applicazione di una
moderna tecnologia per il riciclo di inerti. Un'iniziativa dal duplice merito:
la piena affermazione della legalità e il rispetto dell'ambiente in un
territorio violato senza pena dai clan della mafia.
Tanti
i premiati anche nelle forze dell'ordine. Criminalità ambientale e traffico
illecito dei rifiuti sono, infatti, al centro del lavoro del Comando
regionale Puglia della Guardia di finanza, di cui ritira il premio il
Tenente Colonnello Amedeo Antonucci. Il servizio del Comando ha portato
in questi anni ottimi risultati in una regione particolarmente esposta alle
pressioni ecomafiose.
A Giovanni
Caturano, Maggiore dell'Arma dei Carabinieri - Comandante del Gruppo tutela
ambiente di Napoli e Responsabile Noe per il Sud d'Italia andrà il premio per
il prezioso lavoro svolto dal Noe del Sud contro i traffici illeciti di
rifiuti.
Una
lotta, quella contro i traffici illeciti, per cui viene premiato anche Ugo
Mereu, Dirigente superiore del Corpo forestale della Stato, costantemente
impegnato contro pericolose organizzazioni dedite a questo genere di
illegalità. Ma non solo.
Il
Corpo Forestale dello Stato verrà premiato anche per le iniziative rivolte
ai giovani dei quartieri più degradati e
a rischio di Palermo, sensibilizzati attraverso lo sport “sostenibile” e per le
attività a servizio della Procura di Palermo nelle inchieste su traffici di
specie animali protette, per cui ritirerà il premio l'agente scelto Rachid
Berradi.
A
Giusi Nicolini, direttore della Riserva
Naturale Orientata dell’Isola di Lampedusa verrà assegnato il premio per
l’instancabile attività, svolta con impegno e passione, in difesa dell’ambiente
e della legalità in Sicilia e in particolare nell’isola di Lampedusa.
E
poi ancora al Comandante della Polizia locale di Milano, Nazzareno
Giovannelli, per l’operazione
denominata Star Wars che ha colpito un imponente traffico illecito di rifiuti
in Brianza gestito dalla criminalità organizzata calabrese. Un risultato
investigativo straordinario nella lotta all’ecomafia che prova l’interesse
della ‘ndrangheta nel ciclo illegale dei rifiuti nelle aree del Nord Italia. Si
torna al Nord per il premio a Vittorio
Alessandro, Comandante della Capitaneria di Porto de La Spezia, per
il costante impegno a favore della legalità e per la preziosa attività rivolta
alla salvaguardia dell’ambiente marino e costiero. E’ stato tra i primi
animatori del Ram (Reparto Ambientale Marino), l’organismo delle Capitanerie di
Porto presso il Ministero dell’Ambiente con compiti di vigilanza in particolare
nelle aree marine protette. Cambio
di titoli ma non di intenti per il premio a Luciano Scalettari, giornalista
di Famiglia Cristiana, per il
prezioso lavoro, come giornalista e volontario, nella ricerca della verità
sulla vicenda dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e in numerose altre
inchieste sui traffici internazionali di rifiuti tossici. All'architetto della Soprintendenza di Salerno, Nora
Scirè, il premio per il tenace – e spesso solitario – lavoro a difesa del
territorio della provincia di Salerno contro le aggressione dell’abusivismo
edilizio, soprattutto nelle aree di maggior pregio ambientale. Giornalismo
impegnato anche quello di Irene
Benassi, inviata della trasmissione
“Sabato, Domenica e” di Rai 1, premiata per l’impegno e la professionalità a favore dell’ambiente e della sua
tutela, espresso con numerosi servizi di inchiesta e di denuncia degrado e di
illegalità ambientale.
11 / 08 / 2009
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