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Legambiente ribadisce la scelta no coke nella giornata inaugurale della centrale di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia riconvertita a carbone E’
assolutamente incoerente e anacronistico considerare il carbone la chiave di
volta della politica energetica italiana quando siamo tra i Paesi che arrancano
di più nel ridurre le emissioni di CO2 per raggiungere gli obiettivi di Kyoto.
Il carbone resta in assoluto il combustibile fossile con le più elevate
emissioni di anidride carbonica per kilowattora prodotto e la nuova centrale di
Torre Valdaliga Nord con i suoi 10 milioni di tonnellate di CO2 annui peserà
non poco sul già disastrato quadro delle emissioni nazionali. Il Governo
abbandoni dunque l’idea di puntare sul carbone perché allontanerà l’Italia
dalle scelte europee che si prefiggono un taglio alle emissioni del 20% entro
il 2020, costringendo la collettività a pagare pesanti sanzioni”.
Così il
presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di
Legambiente Lazio Lorenzo Parlati in una nota congiunta ribadiscono il dissenso
dell’associazione, presente oggi a Civitavecchia per l’inaugurazione della
centrale di Torrevaldaliga Nord, sulla riconversione a carbone di una parte del
parco termoelettrico italiano.
“La
strada che dovrebbe seguire l’Italia – continuano - è quella di un sistema
energetico distribuito, fondato sul risparmio e l’efficienza energetica, sulle
fonti rinnovabili riducendo progressivamente l’uso del carbone per la
produzione di energia elettrica, fino al suo completo abbandono, e
riconvertendo a gas naturale le centrali termoelettriche che oggi utilizzano
gli altri combustibili fossili. Solo in questo modo il nostro Paese potrà dare
il suo contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, i cui catastrofici
effetti sull’ambiente e sull’economia mondiale sono ormai confermati da fonti
più che autorevoli”.
Legambiente
ricorda che le 12 centrali italiane che utilizzano il carbone contribuiscono
solo per il 14% alla produzione elettrica nazionale a fronte di una
emissione di anidride carbonica pari al 30% del totale del settore elettrico,
con un trend in continua crescita. Se nel 2005 il totale di CO2 emessa dalle
centrali a carbone ammontava a 41,6 milioni di tonnellate, nel 2007 si è
arrivati a 42,5 milioni di tonnellate, nonostante i limiti imposti dalla
direttiva europea sull’Emission trading (ETS).
30 / 07 / 2008
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