Prezzi energetici: il Parlamento europea esorta a ridurre la dipendenza dal petrolio
Con 491 voti favorevoli, 91 contrari e 19 astensioni, il Parlamento
europeo ha approvato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN che
sottolinea anzitutto come la scorsa estate il prezzo del petrolio abbia
«raggiunto il livello più alto mai registrato in termini reali», trascinando
con sé i prezzi degli altri prodotti energetici. Osserva poi che l'aumento dei
prezzi dell'energia «mina il potere d'acquisto dei cittadini europei, colpendo
più duramente le famiglie a basso reddito e i settori industriali ad alta
intensità energetica».
D'altra parte, il Parlamento rileva che, malgrado il recente calo del
prezzo del greggio a 100 dollari al barile, «i consumatori continuano a pagare prezzi dell'energia più elevati,
che non sempre riflettono pienamente le fluttuazioni al ribasso del prezzo del
greggio». Invita pertanto la Commissione a monitorare l'andamento dei prezzi e
a garantire il rispetto delle norme vigenti nell'UE in materia di concorrenza,
con un'attenzione particolare alle indagini e alla lotta contro le pratiche
anticoncorrenziali nel settore del gas e dell'elettricità nonché nelle attività
di raffinazione e di distribuzione del petrolio nei centri di consumo.
Notando come taluni paesi produttori «tendono a utilizzare le proprie
risorse naturali a fini politici», il Parlamento sottolinea che l'economia
dell'UE è ancora fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio. Ritiene
quindi necessario adottare misure che consentano all'economia dell'UE di
salvaguardare la sua competitività e di adeguarsi alla nuova congiuntura dei
prezzi dell'energia. Più in particolare, chiede un forte impegno politico per
adottare misure concrete per ridurre
la domanda di energia, promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza
energetica, diversificare l'approvvigionamento energetico e ridurre la
dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Ma anche una tempestiva
revisione della legislazione comunitaria in materia di scorte petrolifere di
emergenza.
Prendendo poi atto dell'aumento del gettito fiscale energetico
registrato da alcuni Stati membri per via dei recenti aumenti del prezzo del
petrolio, il Parlamento sottolinea l'importanza di misure fiscali adeguate come mezzo per ridurre la dipendenza dai
combustibili fossili, affrontare il cambiamento climatico e incentivare gli
investimenti nell'efficienza energetica, nelle energie rinnovabili e nei
prodotti rispettosi dell'ambiente. Invita quindi la Commissione a presentare la
sua proposta di revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia, «dopo
aver attentamente esaminato le potenziali conseguenze delle misure fiscali per
l’inflazione, i nuovi investimenti e la transizione verso un’economia europea a
basse emissioni di carbonio e ad alta efficienza energetica».
In proposito, sollecita inoltre l'ECOFIN ad introdurre aliquote IVA ridotte per beni e servizi
a basso consumo energetico. L'Aula non ha peraltro accolto un emendamento di
PSE, GUE/NGL e Verdi, che sollecitava i Ministri delle finanze a far fronte
alla speculazione riguardante i prezzi dell'energia ed esortava l'ECOFIN ad
introdurre politiche in materia di tassazione
dei profitti eccezionali realizzati dalle grandi compagnie energetiche. I
proventi di tali entrate, era precisato, avrebbero potuto «costituire la base
per la creazione di fondi nazionali per l'innovazione e gli aiuti nel settore
del petrolio».
Per i deputati, occorre anche incoraggiare l'adozione di misure che
agevolino il processo di adeguamento volto ad una maggiore efficienza energetica dei settori e dei servizi ad alta
intensità di energia. Chiedono tuttavia alla Commissione di monitorare
l'impatto di tali misure e di intervenire opportunamente in caso di distorsioni
della concorrenza. Sottolineano inoltre che l'utilizzo di fonti energetiche
rinnovabili, abbinato a incentivi per migliorare l'efficienza energetica delle
famiglie, diminuisce la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia.
Pertanto, invitano la Commissione a garantire che il risparmio energetico,
l'efficienza energetica e le energie rinnovabili «figurino tra le priorità
della futura politica energetica dell'UE». Ritengono, peraltro, che la BEI
debba svolgere un ruolo più importante nel finanziamento di progetti nel campo
dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e delle attività di
R&S, con un'attenzione particolare alle PMI.
Il riorientamento dell'approccio europeo, inoltre, andrebbe accompagnato
da congrui impegni finanziari in attività
di R&S. Il Parlamento incoraggia anche le imprese dell'UE a
incrementare gli investimenti e ad assumere un ruolo di guida per quanto
riguarda le nuove competenze tecnologiche e ingegneristiche. Rileva la
particolare necessità di investimenti nello sviluppo delle capacità di raffinazione
e prospezione al fine di far fronte all'aumento della domanda. Le principali
società energetiche dovrebbero inoltre convogliare maggiori investimenti
privati in programmi di risparmio energetico, tecnologie alternative e ricerca.
Il Parlamento chiede poi agli Stati membri di adottare anche misure di
breve termine mirate, per attenuare l'impatto negativo sulle famiglie più povere, evitando però
quelle che accrescono l'inflazione, in quanto possono danneggiare la
sostenibilità delle finanze pubbliche e il loro effetto può essere annullato
dall'aumento del prezzo del petrolio. Ritiene inoltre che la Commissione debba
presentare una comunicazione su come affrontare la povertà energetica
nell'Unione europea e la invita a garantire il rispetto degli obblighi vigenti
in materia di servizi universali e pubblici. Invita poi gli Stati membri a definire la povertà energetica a
livello nazionale e a sviluppare piani di azione nazionali per eliminarla. Allo
stesso tempo, esorta la Commissione a garantire che la proposta carta del consumatore nel settore
dell'energia indichi chiaramente i diritti dei consumatori ed invita le
autorità nazionali di regolamentazione a fare ampio uso dei poteri di cui
dispongono per assistere i consumatori.
Infine, il Parlamento sottolinea che l'UE deve esprimersi con una sola
voce relativamente alla politica energetica e ribadisce quindi l'importanza di
una politica europea comune in materia
di energia e dell'impegno nella politica europea di vicinato. A tale
proposito, ritiene che l'UE debba assumere la guida del dialogo sull'energia
con i principali paesi fornitori di petrolio e gas e accoglie con favore l'idea
di un summit ad alto livello tra i paesi produttori e consumatori di petrolio e
gas, che abbia come obiettivi una maggiore stabilità dei prezzi e una maggiore
prevedibilità in termini di forniture e pagamenti per le vendite in euro.
25 / 09 / 2008
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