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Strasburgo: Sì al pacchetto climatico ma attenzione alla competitività industriale
Il Parlamento europeo nella recente sessione ha deciso che gli obiettivi
climatici dell'UE post-2012 «non debbano essere rimessi in discussione a causa
dell'attuale crisi finanziaria internazionale». Impegnandosi a cooperare
strettamente con il Consiglio e la Commissione per giungere quanto prima a un
accordo efficace e attuabile sul cambiamento climatico e il pacchetto
energetico, ha ricordato «che si tratta di una procedura di codecisione in cui
è richiesta la maggioranza qualificata».
Il Parlamento ha tuttavia messo in evidenza che per il settore industriale dell'UE, i suoi
dipendenti e i consumatori «è indispensabile valutare con attenzione le misure
elaborate per conseguire tali obiettivi al fine di accertarne le implicazioni
sulla competitività generale e settoriale delle aziende europee». «È essenziale
– ha aggiunto - che siano introdotte le necessarie misure di flessibilità per i
settori più esposti alla delocalizzazione/rilocalizzazione delle emissioni di
carbonio e alla perdita di competitività».
Il Parlamento, ha invitato
il Consiglio a mantenere gli ambiziosi
obiettivi proposti che prevedono il raggiungimento di una quota
obbligatoria di energie rinnovabili sostenibili pari al 20% del consumo
energetico finale complessivo della Comunità e di una quota obbligatoria di
energia da fonti rinnovabili sostenibili pari al 10% nel settore dei trasporti
di ogni Stato membro entro il 2020. Ricorda inoltre la necessità di includere
nel pacchetto globale relativo ai cambiamenti climatici e all'energia, la
proposta di regolamento che definisce i livelli di prestazioni in materia di
emissioni delle autovetture nuove nell'ambito dell'approccio comunitario
integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri.
Il Parlamento ha chiesto inoltre un forte impegno politico per passare a
un'economia a basse emissioni di carbonio nell'Unione europea, unita a un uso
accresciuto delle fonti locali, al decentramento della produzione di energia e
a misure di risparmio energetico per promuovere le fonti rinnovabili,
l'efficienza energetica e altre fonti di energia a basse emissioni di carbonio.
Anche perché ciò permetterebbe di perseguire la diversificazione degli
approvvigionamenti energetici e ridurre la dipendenza dalle importazioni di
combustibili fossili. Ritiene inoltre prioritario che tali misure strategiche
siano accompagnate da congrui impegni finanziari in attività di ricerca e
sviluppo.
Ha sollecitato inoltre a perseguire con determinazione le
raccomandazioni del Parlamento concernenti l'adozione di una politica esterna
comune europea in materia di energia. Ha invitato la Commissione ad attuare le
reti transeuropee nel settore dell'energia e ad elaborare un piano prioritario
di interconnessione, «senza trascurare le infrastrutture di
ricezione/rigassificazione del gas naturale liquido e di impianti di
stoccaggio».
23 / 10 / 2008
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