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Zeroemission Rome 2010: Presentati da Enea i risultati delle incentivazioni del 55%


Fotovoltaico e agricoltura come chiavi dello sviluppo del Paese. Due mondi che possono e devono procedere insieme nel rispetto delle reciproche esigenze di crescita. È questo il messaggio emerso dall'incontro su Solare, agricoltura e territorio: opportunità e precauzioni, svoltosi nell'ambito del ricco calendario di appuntamenti di PV Rome Mediterranean, il salone delle tecnologie fotovolotaiche che si svolge durante di Zeroemission Rome, la grande manifestazione in corso a Fiera di Roma e dedicata alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica.

Il settore fotovoltaico ha registrato una crescita impressionante in Italia nel corso degli ultimi anni e, secondo le stime del GSE, la capacità installata potrebbe raggiungere i 2,5 GW entro la fine del 2010.
Per Alfonso Pecoraro Scanio, intervenuto al convegno, organizzato dalla Fondazione Univerde di cui è presidente, tale trend di crescita però non deve assolutamente tradursi in un'occupazione indiscriminata dei terreni agricoli, mortificando così un settore altrettanto importante nel tessuto economico italiano.

"Abbiamo lanciato un tavolo di confronto tra il mondo del fotovoltaico e quello dell'agricoltura allo scopo di elaborare un prootocollo per un'integrazione sostenibile dell'energia solare in agricoltura - ha spiegato Pecoraro Scanio -. L'obiettivo è arrivare a regole condivise con indicazioni puntuali riguardo le superfici che possono essere utilizzate e i terreni da preservare".

L'invito è stato accolto in modo molto favorevole da Stefano Masini, responsabile ambiente di Coldiretti: "È necessario porre dei limiti a potenziali speculazioni: i danni causati da un utilizzo scriteriato dei terreni agricoli si ripercuotono negativamente su tutto il territorio, non solo da un punto di vista paesaggistico, ma anche economico. L'agricoltura italiana è un patrimonio da salvaguardare, basti pensare che nel nostro Paese si producono oltre 450 prodotti iscritti nell'Atlante del patrimonio italiano. Il fotovoltaico è una risorsa imprescindibile per una politica energetica sostenibile, ma non deve mettere a rischio questo patrimonio".

Un'altra questione emersa nella seconda giornata di PV Rome Mediterranean è la sostenibilità della crescita del fotovoltaico. Per il presidente Anie-Gifi, Gert Gremes, che ha aperto i lavori del workshop sugli aspetti autorizzativi e fiscali dell'incentivazione al fotovoltaico, "il nuovo Conto energia 2011costituisce un netto miglioramento rispetto alla precedente normativa, anche se le nostre richieste al Governo prevedevano orizzonti temporali più estesi senza nessun limite allo sviluppo del mercato. In una logica industriale, 3 GW intre anni e 8 GW al 2020, non sono sufficienti a pianificare investimenti strutturali in quanto non rispecchiano appieno le potenzialità del settore. Sono sicuro che l'industria può garantire almeno 15mila MW di potenza installata al 2020". Tuttavia anche lo stesso potenziale mostrato dal settore qualche interrogativo lo solleva. Ad esempio: qual è la velocità ideale della crescita? "Sì effettivamente il ritmo di crescita è molto veloce, forse anche troppo - ha sottolineato Gremes -. È necessario, pertanto, trovare il giusto equilibrio e provare a controllare questa crescita per evitare 'effetti collaterali', come il caso Spagna insegna".

Il tema 'Linee Guida' è stato affrontato nello specifico da Domenico Inglieri, consigliere Anie/Gifi, che, nonostante l’approvazione del provvedimento "dopo 79 mesi di attesa" segnala tuttavia la mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo relativo, "condizione necessaria affinché le linee guida entrino in vigore. Il ritardo nella pubblicazione non giova: "Il rischio - ha detto Inglieri - è quello di iniziare il 2011 con tariffe che cambieranno ogni quattro mesi e ancora con procedure autorizzative diverse da regione a regione".

Quella odierna è stata anche una giornata di studio dedicata al fotovoltaico organico, una delle tecnologie più innovative per lo sfruttamento della fonte solare. A differenza dei tradizionali pannelli fotovoltaici in silicio, le celle organiche si basano sull'impiego di materiali a base di carbonio. Il vantaggio consiste nella possibilità di realizzare celle estremamente flessibili, e nelle colorazioni più diverse, che possono essere facilmente integrate alle strutture degli edifici, ad elementi di arredo esterno delle abitazioni come tende, finestre, o addirittura a capi di abbigliamento oppure utilizzate per realizzare alimentatori per computer portatili o caricabatterie per cellulari. Le celle organiche, poi, sono molto economiche, in quanto utilizzano materiali poco costosi e disponibili in abbondanza e possono essere prodotte con sistemi già utilizzati in altri contesti industriali.
L'Italia in questo campo vanta una ricerca di altissimo livello che la pone all'avanguardia nello sviluppo della tecnologia - spiega
Alessandro Abbotto, docente presso l'università degli studi Milano-Bicocca -. Certo, c'è molto ancora da lavorare: occorre risolvere alcuni problemi che limitano le efficienze delle celle. Sono nati, però, già diversi progetti che vedono i nostri centri di ricerca collaborare con importanti realtà imprenditoriali nazionali e internazionali che puntano ad introdurre sul mercato i primi dispositivi nel giro dei prossimi tre anni.

In occasione del convegno "Tre anni di detrazioni fiscali del 55%: istruzioni per l'uso, risultati conseguiti e prospettive future", organizzato da Enea nell'ambito di Ecohouse 2010 all'interno di Zeroemission Rome, è fatto un bilancio sull'incentivo fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica negli edifici. Una panoramica è stata offerta da Giampaolo Valentini di Enea. I risultati ottenuti sono sicuramente molto positivi. L'andamento positivo dell'incentivo negli ultimi anni è stato confermato nel 2008 e nel 2009 con in media oltre 240mila domande di accesso alla detrazione fiscale. E per quest'anno contiamo di restare sugli stessi livelli anche se ancora il conteggio è in corso. Il vero problema è, però, che ora la detrazione decadrà, a meno di proroghe, il prossimo 31 dicembre. Se infatti il 36% (che premia i lavori di ristrutturazione, compresi quelli per il risparmio energetico, ndr) è stato già prorogato fino al 2012, il 55% ancora no, perché sia il ministero dello Sviluppo economico sia quello delle Finanze vorranno prima sincerarsi dei risultati ottenuti a fronte dei mancati introiti per le casse dello Stato". L'incertezza potrebbe rappresentare un freno per le aziende specializzate in questo tipo di interventi. "Le associazioni di categoria chiedono a noi, ma soprattutto al governo di prendere in fretta una decisione in modo da poter ripartire a programmare la produzione e le attività - ha concluso Valentini -. Se non hanno certezze, è probabile che molte aziende si troveranno in difficoltà". Eppure la contabilità del 55% è assolutamente positiva. In un recente convegno all'Enea, infatti, si è verificato che l'impatto economico al 2015, anno nel quale si esaurirà la detraibilità degli incentivi di questi anni è positiva. A fronte di un costo degli investimenti di 11.720 milioni di euro, con un costo per lo Stato di 6.446 milioni di euro di detrazioni, si riscontrano benefici per il sistema Paese di 3.200 milioni di euro di risparmi in bolletta, 3.310 di gettito fiscale aggiuntivo – la detrazione obbliga tra parentesi a un’importante emersione dal sommerso – e 3.800 milioni di reddito secco aggiuntivo. In totale 10.300 milioni di euro, di soli benefici economici, senza contare i ritorni in termini ambientali, come la mancata emissione di CO2, e quelli sociali come il sostegno all’occupazione.

09/09 / 2010



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